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mercoledì 31 ottobre 2012

Scapigliato: soldi, potere e... sottopotere

Un gran parlare di “Rifiuti zero”, ma grandi manovre per mantenere la mega discarica di Scapigliato.


Grazie alle persone che hanno firmato fino ad ora. 


Avevamo chiesto i documenti al Comune di Rosignano il 4 luglio, ce li hanno forniti solo il 16 ottobre, appena 14 giorni prima della scadenza dell’autorizzazione quinquennale, in modo  che non si potesse  organizzare nessuna opposizione ad una nuova autorizzazione tal quale (devastante).

NON AVETE IDEA DI QUANTI GUFANO perché SI RACCOLGANO POCHE FIRME…

Abbiamo anticipato alla Provincia il 25 ottobre la Petizione con le prime firme, chiedendo un mese in più per un confronto democratico: potete scommettere che non la concederanno.

Buona fortuna.






giovedì 25 ottobre 2012

PETIZIONE POPOLARE PER LA CHIUSURA E LA BONIFICA DELLA DISCARICA DI SCAPIGLIATO (Rosignano M.mo - LI)

Alla Provincia di Livorno
e p.c. ai Comuni di Rosignano e della zona circostante
Alla Regione Toscana



Il 30 ottobre 2012 scade l’autorizzazione della Provincia al Comune di Rosignano (la n° 277 del 30/10/2007), a gestire la discarica di Scapigliato.

Noi sottoscritti cittadini con la presente petizione chiediamo che la nuova autorizzazione sia l’ultima e preveda:

  1. la non autorizzazione per rifiuti speciali industriali, tra cui esplicitamente fanghi al cromo o altri metalli pesanti o altre sostanze tossiche, o ceneri di inceneritori anche se con concentrazioni basse di inquinanti tossici;
  2. nel primo anno della nuova autorizzazione sia avviato il servizio di raccolta “porta a porta” dei rifiuti solidi urbani (RSU) nel comune di Rosignano e quelli circostanti, e i materiali avviati al riciclaggio in centri specializzati, senza incenerimento;
  3. nei 5 anni  della nuova autorizzazione i rifiuti  scaricati in discarica diminuiscano drasticamente: in particolare entro i primi due anni  il conferimento di RSU sia riservato ai soli comuni  circostanti Rosignano, e solo a quelli che abbiano avviato la raccolta differenziata porta a porta. Dal terzo anno al quinto la discarica potrà ricevere solo rifiuti non altrimenti impiegabili, a valle del  “porta a porta” e del riciclaggio. Al termine del quinto anno i conferimenti saranno totalmente vietati;
  4. l’avvio immediato della bonifica del sito Scapigliato con prelievi  di sedimenti dai torrenti circostanti, sui pozzi e sui terreni, e pubblicazione dei dati;
  5. l’esclusione dall’ecotassa per  la bassa raccolta differenziata dei cittadini residenti nei paesi e nelle frazioni più esposti finora ai miasmi di Scapigliato.
Si preannuncia che, qualora la nuova autorizzazione della Provincia non recepisca nella sostanza  le richieste sopra elencate, i sottoscritti la impugneranno davanti al TAR.
Si chiede infine che l’autorizzazione slitti di almeno un mese per permettere una più ampia consultazione popolare democratica.

Ottobre 2012 

Primi firmatari:  Manetti Marco, Leone Marco, Borghesi Daniele, Mariangela Nasillo, Italiano Marisa, Pellicci Nilo, Serretti Francesco, Pradella Ciro, Torrini Fabio, Pupo Antonio, Fazio Andrea, Falchetti Paolo, Bruscino Andrea, Maurizio Marchi, Danilo Fiore

FIRMA ANCHE TU !!!


Precisazione: il termine "CHIUSURA" potrebbe agitare lo spettro della perdita di posti di lavoro. In realtà, i posti che si creerebbero con la raccolta differenziata sarebbero di gran lunga superiori...

 

domenica 22 luglio 2012

Solvay, ma si rendono conto di quel che dicono ???


In nettissimo dissenso a quanto affermato dai dirigenti Solvay in audizione alla Commissione Ambiente di Rosignano il 19/7/2012, il Comitato dichiara:

Il dissalatore è l'unica soluzione concreta per la salvaguardia del nostro territorio, della nostra salute e dei posti di lavoro.

Nonostante la crisi, i profitti Solvay (http://www.solvay.com/EN/NewsPress/20120216_4Q11Results.aspx) sono alle stelle perché la multinazionale belga non paga praticamente niente sia l'acqua che il sale. Ce li fanno pagare a noi in termini di salute e di bollette, per non parlare di un territorio che sprofonda privando di valore tutte le abitazioni e gli insediamenti produttivi che ospita.

Solvay dichiara che il dissalatore farebbe salire i costi di produzione di 9 volte...
Anche prendendo per buoni i dati da loro diffusi - molti pozzi non hanno contatori pubblici e comunque quei dati sono contestati anche da studi accademici - ed appurato che nove volte niente fa sempre niente, i dirigenti Solvay non vogliono dire, in termini assoluti, quanto vale il nostro diritto alla salute...  

Se lo facessero, la gente gli si rivolterebbe contro...


...ed allora lo diciamo noi in base ai loro dati

Quanto paga Solvay ? Ecco i canoni attuali delle concessioni:

Quindi, moltiplicando per 9 (che sarebbe tutto da dire) e facendo la differenza, il nostro diritto alla salute vale:  
  • per l'acqua 4 centesimi al metro-cubo
  • per il sale 7€ alla tonnellata


Ai cittadini, invece, fanno pagare:

Complessivamente circa 800 volte in più !!!


Ancor più grave che, in proporzione, l'attuale canone del sale pagato da Solvay sia di gran lunga inferiore a quello stabilito nel 1956 a 210 Lire/tonnellata (vedi documento del Ministero delle Finanze datato 1967).

Grazie Solvay e soprattutto grazie a quei politici che gli permettono di fare come gli pare...  

Sarà bene ricordare a tutti, amministratori regionali in testa, che il dissalatore non è più un opzione, ma un obbligo. I numeri, i dati, le tabelle, i documenti riportati sul nostro sito e tutto quello che sta accadendo sul nostro territorio, dovrebbero vietare alla Solvay di continuare a raccontare balle ai cittadini... Le vadano a raccontare ai loro ricchi azionisti che non abitano sicuramente in zona!!! A tutto c'è un limite, anche alla faccia tosta di certi dirigenti!

Infine, soprattutto alla luce della chiusura di altri 7 pozzi a Cecina, ribadiamo la nostra richiesta alle autorità pubbliche di requisire immediatamente i pozzi ad uso industriale, necessari per poter fronteggiare la situazione.

Dal Tirreno, riportiamo il rifiuto al dissalatore



Tirreno del 21/07/2012








giovedì 12 luglio 2012

Accordo di programma alternativo su Solvay


A TUTTI I CONSIGLIERI Regionali, Provinciali di Pisa e Livorno, Comunali di Rosignano, Cecina, Volterra, Pomarance, Montecatini VdC, Montescudaio, Riparbella

AI SINDACI dei Comuni di Rosignano, Cecina, Volterra, Pomarance, Montecatini VdC, Montescudaio, Riparbella

ALLE FORZE POLITICHE, SINDACALI, SOCIALI, DEL VOLONTARIATO dei Comuni di Rosignano, Cecina, Volterra, Pomarance, Montecatini VdC, Montescudaio, Riparbella

OGGETTO: BOZZA DI ACCORDO DI PROGRAMMA DI ESPRESSIONE POPOLARE SULLA QUESTIONE SOLVAY

La questione Solvay, in tutte le sue articolazioni ambientali, sanitarie, occupazionali ed economiche, è ad una svolta decisiva: se venissero confermate le politiche – da parte delle istituzioni – di consenso alle richieste e alle pratiche della multinazionale – a partire dall’attuazione del Contratto sul salgemma, con gli annessi enormi consumi d’acqua e progetti di invasi devastanti, ed a proseguire con il perdurare degli scarichi a mare sempre più inaccettabili all’opinione pubblica – si arrecherebbero danni incalcolabili sia alla salute della popolazione che all’economia della zona.

L’Università di Pisa, con il Rapporto dei professori Bruno Cheli e Tommaso Luzzati , ha dato un preziosissimo contributo di conoscenza alle istituzioni e alla popolazione: Solvay si è ridotta a dare sul territorio che usa l’1/2% del reddito, il 2/4 % dell’occupazione, ed usa ben il 48 % dell’acqua della sola Val di Cecina, sottraendola ad altre attività produttive e alla popolazione.

D’altra parte gli scarichi a mare, con le evidenze dei pericolosi inquinanti accumulantisi negli anni, sono un freno grave ed obiettivo allo sviluppo di un turismo sano e consapevole ed un attacco continuo alla salute di residenti e turisti.

Con gli enormi consumi d’acqua e il massiccio inquinamento Solvay ha accumulato un debito ecologico-sociale molto rilevante che va saldato, in base al concetto basilare nell’Unione Europea del “chi inquina, paga”.

Temiamo che l’Accordo di Programma in preparazione nel chiuso delle stanze della Regione Toscana sia rivolto invece a far passare – molto più banalmente – la prosecuzione e l’allargamento dello sfruttamento del territorio ad opera di Solvay.

Per questo proponiamo una bozza di ACCORDO DI PROGRAMMA di INIZIATIVA POPOLARE, che nasce dalle lotte e dalle conoscenze dei settori popolari più consapevoli e responsabili verso la salute, l’ambiente e l’occupazione.

Con questa bozza, su cui chiediamo esplicitamente il Vostro consenso quanto prima, prefiguriamo una radicale ambientalizzazione della presenza Solvay, e quindi una sua più accettabile convivenza con la popolazione e le altre attività economiche.

Siamo ad una svolta epocale nella nostra zona: imbocchiamo la strada giusta.

Rosignano, Cecina, Volterra 12 luglio 2012

Nota: questa bozza, oltre ad essere inviata alle forze politiche, viene presentata alla popolazione ed alla stampa. Chiunque (soggetti politici, politici, enti, associazioni, movimenti, cittadini) può inviare la propria adesione.




Prime adesioni all'Accordo di Programma:

Mauro Romanelli - Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia e Libertà
Partito dei CARC
ALBA (Soggetto politico nuovo)
Medicina Democratica, sez. Cecina, Rosignano e Livorno
Roberta De Monticelli (professore ordinario Università San Raffaele - Milano)
Gino Carpentiero – Medicina Democratica sez. di Firenze
Renzo Belcari – Cecina (LI)
Ascanio Bernardeschi – Volterra (PI)
Gianfranco Ronconi - Cecina (LI)
Maria Rosa Secci (aderente a Medicina Democratica - Firenze)
Francesco Biagi - Campiglia M.ma (LI)





Per adesioni inviare Mail e Tel. a

 

mercoledì 11 luglio 2012

Spiagge bianche, che passione !!!


Coliformi e bandiera blu, dalla parte dei coliformi...

Il comune di Rosignano Marittimo, forse pensando di fare un buon servizio a qualcuno, compra (compra materialmente, 4.885 euro IVA compresa nel 2003, OLTRE 20.000 EURO nel 2010) la Bandiera Blu per Vada e Castiglioncello, assegnata dalla “Fondazione per l’educazione ambientale”, in virtù soprattutto dell’assenza in mare di coliformi fecali.

Peccato che l’ONU, inconsapevolmente a rovinare la festa, confermi che la zona di Rosignano è uno dei 15 luoghi costieri più inquinati d’Italia dagli scarichi industriali, e che mercurio e arsenico scaricati dalla Solvay si trovino in alte concentrazioni fino ad Antignano (periferia di Livorno) !!

Poveri coliformi, sterminati dalla soda, dal cloro, dall’ammoniaca, dal mercurio e dall’arsenico !
Con loro vengono storditi anche il buon senso e la salute della gente, coperti da un pietoso velo blu….

Nella Dichiarazione PRTR (Pollutant Release and Transfer Register) resa da Solvay al Ministero dell’Ambiente per il 2010, Solvay dichiara di scaricare in mare ogni anno:

1.449 kg di arsenico e composti, 91 Kg di cadmio e composti, 1.540 kg di cromo e composti, 1.868 kg di rame e composti, 71 kg di mercurio e composti, 1.766 kg di nichel e composti, 3.218 kg di piombo e composti, 15.049 kg di zinco e composti, 145 kg di diclorometano, 3 kg di tetraclorometano, 73 kg di triclorometano, 350 kg di fenoli, 327 kg di fosforo, 5,5 tonnellate di azoto, e addirittura 717.000 tonnellate di cloruri.

Il minimo sarebbe:

- CHIUDERE SUBITO GLI SCARICHI A MARE SOLVAY
- INFORMARE LA POPOLAZIONE SUI RISCHI PER LA SALUTE
- FERMARE LA RAPINA DI SALE ED ACQUA DALLA VAL DI CECINA


Precisazioni sugli scarichi Solvay

Degli scarichi Solvay sono preoccupanti sia la quantità che la qualità, tanto che l’ONU (Rapporto UNEP-Map 2002 n. 124) ha incluso Rosignano tra i 15 luoghi costieri più inquinati d’Italia (hot spots).
L’ONU si era interessata al caso Rosignano anche prima, nel 1984 (Rapporto della FAO “a distribuzione riservata”, disponibile presso l’archivio di Medicina democratica) che concludeva affermando che “il mercurio resterà nella catena alimentare locale per molte decine d’anni.”

Per chiarezza bisogna distinguere: la gran massa degli scarichi è costituita da sabbie carbonatiche e solfati, stimati “politicamente” (su misurazione di portata del fosso di scarico fornita da Solvay, e presa per buona) in 200.000 tonnellate/anno nel 2000. Presa per buona imprudentemente, perché negli anni successivi (2003/2004) all’Accordo di Programma del 31.7.2003, che concedeva a Solvay 30 milioni di euro per misure di ambientalizzazione, raggiunse le 270.000 tonnellate/anno (Rapporti semestrali ARPAT)
Solo nell’ottobre 2006 le istituzioni riuscirono a dotarsi di un proprio misuratore di portata (!), che tuttavia non è dato sapere se sia entrato effettivamente in funzione.
La grande massa di sabbie e solfati non è affatto innocua, come voci servili cercano periodicamente di far filtrare, ma ha alterato irrimediabilmente centinaia di ettari di mare, contiene di per sé mercurio ed altri tossici, mentre i solfati sono di per sé nocivi, come testimoniano le patologie dei cavatori di zolfo, i limiti di legge alle emissioni di solfati nelle acque, i frequentissimi sforamenti delle polveri sottili alla stazione di misurazione di via Veneto a Rosignano.
La riduzione degli scarichi prevista dall’Accordo di programma del 2003, che Solvay non ha rispettato, riguarda proprio questa parte più corposa ed appariscente degli scarichi stessi. Ma c’è un’altra parte negli scarichi Solvay meno appariscente, ma più pericolosa per la salute, costituita da metalli pesanti, solventi organici, cloro, ammoniaca, esano ed altro.
Dati ufficiali, presenti nel Registro EPER dell’Unione Europea (pagina aggiornata al marzo 2007) autodichiarati dall’azienda: arsenico 1.920 kg, cromo piombo nikel rame 380 kg ognuno, zinco 6.920 kg, cadmio 80 kg, mercurio 71 kg, fosforo 17.300 kg, diclorometano 322 kg. Nell’autorizzazione provinciale agli scarichi in mare del luglio 2004 si autorizzava inoltre lo scarico di 380 kg di tetracloruro di carbonio e di 265 kg di cloroformio, sostanze cancerogene accertate, come molti dei metalli pesanti sopra elencati.

Questo elenco riguarda solo Solvay Chimica Italia, ma mancano all’appello le emissioni in acqua (ugualmente convogliate nel fosso bianco) delle due centrali elettriche turbogas (biocidi usati per evitare la formazione di alghe nelle tubazioni), le emissioni dell’impianto INEOS (polietilene) il cui tradizionale inquinante è l’esano (agente neurotossico per l’uomo), le emissioni “accidentali” di cloro, come quella dell’11 agosto 2009, e di ammoniaca.
Infine il mercurio: se il principale emettitore di mercurio – la vecchia elettrolisi – è stato chiuso il 31 dicembre 2007, grazie all’impegno soprattutto di Medicina democratica, tutto il mercurio emesso dal 1939, almeno 500 tonnellate ufficiali*, è ancora tutto lì e “resterà nella catena alimentare locale per molte decine d’anni”, e nel sistema nervoso della popolazione e dei frequentatori delle spiagge bianche.

*si veda il Dossier di MD del 2002 che raggruppa circa trenta studi sulla diffusione del mercurio a Rosignano, condotti da soggetti vari dal 1974


Dal Tirreno del 13/5/2010
Bandiere blu ma senza eccellenze
E l’assessore Donati chiede un incontro alla Fee

ALESSANDRA BERNARDESCHI

CASTIGLIONCELLO. Ventimila euro in più destinati a raddoppiare i prelievi per dimostrare che l’acqua di mare di Vada e Castiglioncello è limpida non sono bastati per farle rientrare tra le quindici eccellenze individuate dalla Fee. Eccellenza invece spettata a Cecina, Castagneto e Bibbona.
E mentre Castiglioncello sta per raggiungere la “bandiera blu storica”, non si conoscono i motivi che hanno escluso Rosignano dalle località al top. La Federazione per l’educazione ambientale ha lasciato di stucco anche gli amministratori comunali di Rosignano.
L’assessore Luca Agostini ha messo nella propria agenda di lavoro un incontro con i responsabili Fee per capire le ragioni di questa esclusione.
«Non sappiamo il perché - spiega Agostini che martedì si è recato a Roma per la cerimonia di consegna delle 117 Bandiere blu ai comuni italiani - si tratta di una novità assoluta introdotta da Fee non prevista in alcun documento da noi ricevuto. Ho chiesto spiegazioni sui parametri ma non è stato possibile approfondire. Per questo nei prossimi giorni mi incontrerò con i responsabili Fee. Comunque faremo il possibile affinché le nostre spiagge e i nostri servizi siano tali che anche Castiglioncello e Vada possano rientrare, il prossimo anno, nelle località al top».
La Bandiera blu viene attribuita anche per i servizi ambientali. «E noi - spiega l’assessore Daniele Donati - abbiamo stanziato 20mila euro per raddoppiare, rispetto a quanto previsto dalle norme regionali, i controlli eseguiti per dimostrare la qualità delle acque». Insomma l’acqua di mare e le scogliere di Castiglioncello non sono assolutamente da meno delle spiagge di Cecina o Marina di Bibbona.
«Anche la raccolta differenziata - continua Donati - da anni viene attuata con buoni risultati, per non parlare della depurazione delle acque a Rosignano attuata da circa 20 anni».
Comunque si guarda avanti: «Per Castiglioncello si prospetta un traguardo storico - conclude Agostini - se riceverà il vessillo anche nel 2011, potrà festeggiare la bandiera “blu storica”, quella che viene attribuita dalle Fee al sedicesimo riconoscimento».

Il nostro moderato (molto moderato) commento: 
"Roba da matti !!!"






 

domenica 1 luglio 2012

Manifestazione del 30 giugno 2012 - Qualcuno sbeffeggia i NoSat... C'era d'aspettarselo...



Erano solo 200, erano pochi...


Dal Tirreno, la lagna della segretaria del PD di Cecina (Meini):
"Un grande dispiegamento di forze dell'ordine, carabinieri, polizia, vigili urbani con un consistente impegno di risorse umane ed economiche, tutti impegnati ad accompagnare la manifestazione "no autostrada", che prometteva migliaia di adesioni, che si è invece rilevata un modesto corteo. Pur rispettando il diritto a manifestare le proprie idee, credo che in politica occorra senso di obiettività e realtà, e il professare ad ogni costo la linea nel "no sempre e comunque" non produca niente di positivo".

Fiore risponde:
Se lei è di sinistra o per lo meno a favore dei cittadini, io sono Madre Teresa di Calcutta... Adesso, stai a vedere che se a Cecina non manifestano almeno 5.000 persone (come accadde per l'ospedale) vuol dire che la gente non è d'accordo con chi manifesta... Le migliaia di adesioni ci sono già state e continuano ad arrivare tramite la raccolta firme organizzata dai NoSat... Ma se, cambiato il vento, l'autostrada non la vuole più nemmeno il loro senatore Filippi, di cosa stiamo parlando?... Se l'autostrada va avanti è solo perchè i vertici del PD e del PDL hanno le mani in pasta con la lobby della Tirrenica... Altrimenti non avrebbero mosso nemmeno un filo d'erba per farla... E poi anche le persone appartenenti alle forze dell'ordine - ho il piacere di conoscerne tante - sono contrarie all'autostrada per almeno due ragioni: la prima, anch'essi nello spostarsi per motivi di lavoro dovranno pagare quel che era gratis in cambio di niente... la seconda, aumenterà il traffico locale e gli incidenti stradali, cioè maggior lavoro per tutte le forze dell'ordine che già da tempo non se la passano bene... Se Meini si preoccupa veramente dello spreco di risorse umane ed economiche, si impegni a bloccare la Tirrenica senza tanti discorsi...


Qui alcune foto della manifestazione del 30 giugno 2012




Un po' di storia: 2008, la prima manifestazione di dissenso all'autostrada...


Biciclettata 2008 contro la Tirrenica






venerdì 29 giugno 2012

La casta teme i NoSat: piccolo cambiamento di programma...


Confermato il via libera al corteo NoSat senza macchine

Riportiamo qui, fedelmente, il comunicato del Coordinamento NoSat:
 
Più decisi di prima, così gli organizzatori hanno accolto il divieto del Questore di Livorno a sfilare in macchina e la diffida a tutela dell’incolumità pubblica è stata interpretata come una ulteriore conferma che la conversione in autostrada della SS1 da Rosignano a Grosseto sia una scelta criminale.
L’appuntamento resta fissato alle 9:30 (del 30/6/2012) all’uscita di Rosignano Marittimo da dove ci si trasferirà liberamente al parcheggio di Via Montanara (Cecina). Verso le 10:30 partirà la manifestazione a piedi lungo un percorso di circa 2 km che attraverserà le arterie del centro di Cecina.
Si dirà chiaramente NO alla sottrazione di un arteria come la Variante Aurelia che fu costruita proprio per risolvere il problema del traffico sulla Vecchia Aurelia. Gli stessi enti locali, nei pareri espressi al progetto, hanno sottolineato che il pedaggio sulla variante comporterebbe un effetto “tsunami” per la viabilità locale sia in provincia di Grosseto che di Livorno. La promessa di Rossi di esentare oltre 500mila cittadini dal pedaggio con esenzioni fiscali alla SAT è oltraggiosa e insensata vista la situazione del bilancio pubblico e lo stralcio dal progetto del tratto a sud di Grosseto rappresenta un insulto alle tante vittime della strada. Appare evidente che non si vuole l’autostrada per migliorare la sicurezza ma solo per il business dei soci della SAT.
Anche la recente rimozione da parte di Rossi del responsabile della Via Regionale perché troppo zelante nel emettere prescrizioni a tutela dei cittadini e dell’ambiente è un segnale delle volontà di spianare la strada ai fautori delle grandi opere ad ogni costo e dimostra l’arroganza con cui i gruppi di potere pretendono si governi.
La cronologia degli ultimi eventi, a partire dalla delibera urgente di Rossi passando per la revoca della delega alla Bramerini fino al provvedimento del Questore di Livorno dimostrano quanto fastidio possano creare i cittadini se consapevoli di cosa succede.
Nel corso della manifestazione è previsto un Flash Mob durante il passaggio in piazza Libertà e al termine del corteo, raggiunta la zona pedonale i cittadini avranno la parola.
Coordinamento Territoriale NoSat

martedì 19 giugno 2012

Incredibile Solvay: spreca un terzo del sale in mare !



Ed incredibili istituzioni che la autorizzano per altri 30 anni...

Incredibile Solvay: alla pagina 9 di 13 della dichiarazione PRTR resa al Ministero dell’Ambiente nell’aprile 2011, Solvay dichiara di scaricare in mare 717.000 tonnellate di sale: un terzo del salgemma cavato - a lacrime e sangue dei cittadini -  dalla Val di Cecina !!!
Il dato è confermato anche dalla dichiarazionedell’anno precedente, dove il sale scaricato in mare ammonta a 612.000 tonnellate.
Questo spreco inaccettabile è frutto non solo dell’atteggiamento neo-coloniale della Solvay, del prezzo irrisorio che paga sia per il salgemma che per l’acqua dolce per estrarlo, ma è frutto anche e soprattutto del silenzio omertoso che le istituzioni le hanno costruito intorno,  anche sugli aspetti più inaccettabili.
E non solo: in queste settimane le stanno regalando gli ultimi giacimenti di sale della Val di Cecina, quelli ad est e sud di Saline, chiudendo il disgraziato paese in una morsa. Non hanno battuto ciglio sul ricatto della cassa integrazione, hanno firmato in fretta e furia, e si preparano ad un nuovo accordo di programma-truffa come quello del 2003, che Solvay per prima non ha rispettato (in parte), pur intascandosi 30 milioni di euro.  
Ricordiamo ancora che Sabato 23 a Rosignano presenteremo con l'autore il libro di Bruno Niccolini “La guerra del sale”

Chi vuol saperne di più intervenga presso il circolo ARCI Monte alla Rena di Rosignano Solvay (LI) dalle ore 17,30...

Ti aspettiamo !


 




martedì 29 maggio 2012

Solvay, grande inquinatrice d’arsenico ?

riportiamo un prezioso contributo di Maurizio Marchi (Medicina Democratica), pubblicato sulla Nazione il 29/05/2012

Alla seguente pagina internet http://www.ispesl.it/documenti_catalogo/volume%20arsenico.pdf si può vedere uno studio del 2010 di INAIL e ISPESL che riporta i dati delle principali emissioni di arsenico in aria e nelle acque. In Toscana si emette nelle acque ben il 42,8 % dell’arsenico riversato in Italia
 


ed il massimo emettitore è proprio Solvay con 2.930 kg riversati nelle acque, cioè in mare, nel 2006. 



Perché le autorizzazioni della Provincia sugli scarichi a mare non hanno mai deliberato su questo pericoloso inquinante ?
Perché né le istituzioni amministrative e sanitarie, né tanto meno Solvay hanno mai informato la popolazione, ad esempio sulla pericolosità del pescato ?
Perché un aspetto così grave, almeno quanto l’inquinamento da mercurio a Rosignano, non fu affrontato nel l’Accordo di programma del 2003 ?
Abbiamo i nostri sospetti, ma chiediamo alle autorità : da quale micidiale impianto all’interno dello stabilimento viene fuori tutto questo arsenico ?
Come si intende affrontare il problema nell’immediato (ad esempio chiusura a qualsiasi frequentazione delle spiagge bianche alla vigilia dell’estate) e in prospettiva per una bonifica (sempre se possibile) su vasta scala ?
Ed infine le autorità non ritengono che – alla luce di questo nuovo inquietante aspetto di insostenibilità della pressione Solvay – le vada negato l’ampliamento dello sfruttamento minerario del salgemma, così pesante ed insostenibile sulla risorsa acqua ?
Finirà come per gli scarichi bianchi, che con l’Accordo di Programma del 2003 avrebbero dovuto scendere a 60.000 tonnellate/anno a fine 2007, e sono invece almeno il doppio ancora oggi, nonostante Solvay abbia intascato 30 milioni di euro dalle casse pubbliche ?