mercoledì 27 novembre 2013

COMPLICI E SOLIDALI

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Esprimiamo la più ampia solidarietà e vicinanza a Velio Arezzini, partigiano dell’Amiata e militante di SOS Geotermia - Coordinamento dei Movimenti per l’Amiata che da anni combatte per la salvaguardia del territorio e per il diritto alla salute della popolazione amiatina, sottoposta al selvaggio ed estremamente nocivo sfruttamento geotermico da parte di ENEL col benestare di Regione e istituzioni locali accecate dalla politica della compensazione e incuranti delle reali esigenze del territorio e dei suoi abitanti.
A circa un mese di distanza dalla contestazione pacifica nei confronti del Presidente Rossi e delle istituzioni locali, Velio è stato denunciato per manifestazione non autorizzata e oltraggio a pubblico ufficiale: una chiara intimidazione e tentativo di reprimere ogni forma di mobilitazione contro  lo sfruttamento del territorio, per il diritto alla salute e per un nuovo modello economico e sociale.
Il Comitato Beni Comuni Val di Cecina ha aderito sin dal suo nascere al Coordinamento dei Movimenti per l’Amiata e al suo Manifesto, ne condivide gli intenti ed è pienamente complice e solidale con la battaglia che porta avanti, anche perché lottiamo contro lo stesso scempio ambientale e attacco alla salute che qui in Val di Cecina va avanti da un secolo. Per capire di cosa stiamo parlando basta porre l’attenzione sui dati dell’indagine epidemiologica dell’Agenzia regionale sanità (ARS) condotta su 16 comuni dell’area geotermica toscana e che ha accertato ben 535 morti in più nel periodo 2000/2006 a fronte di un contributo energetico di circa 800 megawatt su  5.200 mw istallati in Toscana, di cui oltre 470 fotovoltaici.
Velio uno di noi!
Diciamo no alle compensazioni ambientali!
Si alla moratoria su tutta l’attività geotermica!
Si alla salvaguardia dell’ambiente, si alla tutela del diritto alla salute, si ad un lavoro utile e dignitoso!

Cecina.26 novembre 2013
Comitato Beni Comuni Val di Cecina



domenica 24 novembre 2013

VIVA I LAVORATORI GENOVESI!



Ordine del giorno approvato al termine dell’Assemblea regionale del Coordinamento toscano per il diritto alla salute.
 
Il Coordinamento toscano per il diritto alla salute esprime la propria totale solidarietà ai lavoratori dei trasporti e servizi pubblici di Genova che hanno incrociato le braccia a difesa del servizio pubblico di quella città raccogliendo il sostegno e la solidarietà della popolazione genovese, consapevole dell’importanza di questa lotta.
La difesa dei servizi pubblici e dello Stato Sociale è una volontà della maggioranza dei cittadini che non può essere mortificata da partiti e sindacati concertativi (CGIL  CISL UIL UGL), sempre più distaccati dalle reali esigenze del popolo italiano.
Il Coordinamento toscano per il diritto alla salute plaude a questa lotta che ha riconquistato il diritto di sciopero, scardinando le regole di regolamentazione che partiti e sindacati concertatiti avevano sottoscritto per indebolire la forza della classe lavoratrice.
 
Coordinamento toscano per il diritto alla salute 
Firenze, 23 novembre 2013
 

PORTO: UNO SCEMPIO PRIVATO A DANNO DI TUTTI




A pochi mesi dall’inizio dei lavori per la realizzazione del porto di Cecina, i danni sono già sotto gli occhi di tutti:

·        l’erosione ha già colpito in maniera devastante le spiagge a nord e a sud della foce del fiume Cecina;

·        la prima piena del fiume, il 21 ottobre, pur modesta,  ha scalzato e inclinato le palancole della sponda destra;

·        le dighe hanno modificato le correnti marine, tanto che i detriti argillosi ed inquinati trasportati dal fiume vanno a depositarsi sulle spiagge di Bibbona.

e il peggio deve ancora arrivare!


Come sostiene il geologo Riccardo Caniparoli, docente di valutazione di impatto ambientale, il restringimento di quasi la metà della bocca del fiume Cecina, esporrà a rischio alluvionale il territorio di Marina di Cecina e a monte, sottoponendo la popolazione alla minaccia di esondazioni ed allagamenti: per garantire l'attuazione di un'operazione palesemente speculativa, non si esita a danneggiare  l'intera comunità e a mettere a repentaglio la sicurezza e l'incolumità degli abitanti!

Per la realizzazione e il funzionamento del nuovo porto è previsto:

·          il versamento artificiale sulle spiagge (a spese di chi?) dei dragaggi del fiume inquinati sicuramente da cromo, nichel e silice argillosa, mentre arsenico, boro e mercurio non sono stati neanche valutati

·          lo scavo di una grande darsena lato via Volterra, da riempire con acqua di mare (si sostiene da impermeabilizzare con argilla), che potrebbe inquinare alcuni pozzi idrici ASA

·          la costruzione di un eliporto, usabile da privati anche di notte, con conseguente inquinamento anche acustico

·          un'enorme cementificazione di 20.864 mq. per la realizzazione di nuove strutture e aree portuali, che andrebbe ad alterare per sempre il paesaggio: albergo 4 stelle di 90 camere, centro congressi con sale di 400 posti, residence per 78 appartamenti, ristorante, centro benessere con piscina e solarium, piazzette commerciali, zona sportiva, zona espositiva, zona direzionale, cantieristica, padiglioni nautici, distributori di carburante, torre di controllo, ecc.

·          il taglio di 180 pini di alto fusto, ora inseriti nella Riserva Tomboli di Cecina e nell'Area Protetta Regionale (ANPIL Fiume Cecina), causando la perdita di un luogo di alto interesse paesaggistico e turistico della Costa Toscana, Riva degli Etruschi, per esclusivo vantaggio di interessi economici privati.

·          la distruzione dell'habitat della foce del Cecina, della biodiversità e l’aggravamento del già precario equilibrio del fiume stesso.

Il tutto per far posto a 800 posti barca, circa 2000 posti auto, di cui 828 all'aperto e 416 al coperto, 422 box, con conseguente inquinamento di fumi, scarichi e rumori.

Ma noi, cittadini di Cecina, ne abbiamo bisogno? Quanto ci costerà? Non sarebbe bastato riqualificare, nell'interesse pubblico, il vecchio porticciolo mantenendo la naturale foce del fiume?

 Sindaci, Provincia, Regione, Ministri, potenti ditte: sono i responsabili dell’enorme scempio che si sta compiendo e dei danni dovranno rendere conto ai cittadini!
Nelle conclusioni del suo studio, il geologo Riccardo Caniparoli, definisce il progetto del nuovo Porto di Cecina (e l'opera che va a stravolgere completamente l'assetto naturale della foce del fiume), incompatibile con la dinamica degli equilibri ambientali per:

1.          l'esposizione a rischio idraulico ed idrogeologico dei territori retrodunali;

2.          l'accentuazione e l'amplificazione dell'erosione costiera;

3.          la distruzione dell'habitat di foce e della biocenosi acquatica;

4.          l'incremento di inquinamento delle acque fluviali e marine.

Ci sono quindi più motivi, tutti ben documentati, per richiedere ai “signori” delle istituzioni, nell'interesse primario di tutela  dei cittadini, dell'ambiente e del territorio, la revoca di tutti gli atti che hanno consentito l'approvazione del progetto-porto, il blocco immediato dei lavori ed il ripristino della foce del fiume Cecina.

Chiediamo un consiglio comunale aperto e straordinario per informare la cittadinanza sull’enorme sconvolgimento che si sta compiendo a Cecina

Con la nostra mobilitazione ed attuando il diritto di autotutela, dobbiamo e possiamo fermarli!

Stop ai lavori e alla devastazione!

Il 30 novembre in piazza a Cecina firma la petizione per lo stop e il ripristino della foce del fiume e dell'equilibrio naturale

 Novembre 2013


Comitato Beni Comuni Val di Cecina
Medicina Democratica
Comitato per la difesa della Val di Cecina
PCARC
Tavolo Ambiente – Movimento 5 Stelle

martedì 19 novembre 2013

LA SALUTE È UN DIRITTO NON DISPONIBILE PER IL PROFITTO

7 DICEMBRE TUTTI A FIRENZE

MANIFESTAZIONE REGIONALE

organizzata da

CREST 

COMITATO REGIONALE

EMERGENZA SANITA' TOSCANA


Tutti i cittadini dei territori che hanno i cosidetti "piccoli ospedali" sono invitati a venire a Firenze, nel pomeriggio di SABATO 7 DICEMBRE 2013, per gridare il nostro NO a tagli e ridimensionamenti dei nostri ospedali, mascherati da "riorganizzazioni". Per il DIRITTO a VIVERE nei nostri TERRITORI. NO ad una Toscana a due velocità per il DIRITTO alla Salute, garantito dalla Costituzione: APPLICHIAMOLA!




lunedì 18 novembre 2013

ASSEMBLEA REGIONALE PER LA DIFESA DELLA SALUTE E DEL SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO

 

                       

Le politiche di austerità imposte dalla cosiddetta Troika Europea (Banca Centrale Europea, Commissione Europea, Fondo Monetario Internazionale) stanno portando a dismettere ogni sistema pubblico di protezione sociale: scuola, trasporti, pensioni, ammortizzatori sociali, sanità.
In Italia, come negli altri paesi facenti parte dell’Unione Europea, in particolar modo in quelli spregiativamente definiti dai burocrati di Bruxelles come “paesi maiali” (PIIGS- Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna), i costi della sanità sono nel mirino dei provvedimenti di tutti i governi, e si sta programmando di portare la spesa sanitaria dal 7% del PIL (fra l’altro una delle più basse in Europa) al 6% entro il 2017.
Nella Regione toscana, per contenere la spesa pubblica, è in corso una riorganizzazione che sta incidendo pesantemente sui diritti dei lavoratori della sanità e sul diritto alla cura.
La riduzione dei posti letto, accompagnata dai ridimensionamenti dei piccoli ospedali, i tagli e gli accorpamenti di distretti, consultori, 118, i tagli dei servizi in appalto (pulizie, servizi del territorio), accompagnati dall’aumento dei ticket, stanno spingendo sempre più verso il ricorso all’assistenza sanitaria integrativa e privata per chi se lo  può permettere o a rinunciare alla cura: in Italia 9 milioni di italiani stanno rinunciando a curarsi.
Molte sono le situazioni in cui lavoratori, cittadini, comitati si stanno organizzando contro lo smantellamento del servizio sanitario pubblico.
Per coordinare le iniziative a difesa della salute, per un servizio sanitario pubblico e universalistico è convocata una

ASSEMBLEA REGIONALE

PER IL DIRITTO ALLA SALUTE


Presso il Dopolavoro ferrovieri di Firenze via Alamanni ,vicino alla stazione

Sabato 23 novembre dalle ore 9,30 alle ore 15,30


 

Coordinamento Toscano per il diritto alla salute


Promotori: CUB sanità, USI sanità Careggi(FI), COBAS sanità, Ross@ Pisa, USB Toscana, USI sanità Siena, Ross@ Massa Carrara, coordinamento difesa 194, A.Di.N.A. FIRENZE, Medicina Democratica, Federazione Toscana P-CARC, Comitato Salute Pubblica (per l'autorganizzazione popolare) Massa, Ross@ Livorno, Comitato per la difesa della salute pubblica' di Seravezza (LU).

 
Durante l’assemblea sarà diffuso il documento costitutivo del Coordinamento Toscano per il diritto alla salute e saranno raccolte le adesioni di tutte le realtà intenzionate a partecipare attivamente alle sue attività

mercoledì 23 ottobre 2013

Alluvione, allagato il cantiere Canova, mercurio deborda nel Cecina, nell’incuria generale

A cura di Maurizio Marchi
MEDICINA DEMOCRATICA
Sezione di Livorno e della Val di Cecina

Abbiamo osservato, durante l’alluvione che ha colpito la Val di Cecina lunedi 21 ottobre, che il vecchio cantiere Canova è stato completamente allagato dalle acque, e le melme al mercurio lì accumulate fin da prima degli anni ’90, hanno invaso tutti i campi circostanti, e ovviamente il fiume Cecina che è lì accanto. Un disastro nuovo nel disastro antico, lasciato lì a marcire per almeno 14 anni dalle istituzioni e dagli inquinatori.

Il cantiere di estrazione del salgemma di Canova, di fronte alla miniera Solvay di Buriano, fu dichiarato dalla Regione come “sito da bonificare a breve”, cioè con urgenza, nel 1999: si stima che nei due camini di collasso, poi trasformatisi in laghetti salati, vi siano almeno 50 tonnellate di mercurio, riversate sconsideratamente dai vari gestori del cantiere – tra cui Enichem e Solvay – tra il ’60 e il 1994. 
 
Nel 2005, nell’ambito del Progetto “Cecina bacino pilota” finanziato con milioni di euro dall’UE, ARPAT scriveva: "Proposte di interventi da realizzare: recinzioni dell’area, regimazione delle acque superficiali nell’area contaminata da mercurio, asportazione di terreno superficiale, isolamento idraulico nei pozzi minerari. Messa in sicurezza d’emergenza del cantiere Canova, costi totali Euro 450.000".

Si doveva, in altre parole, quantomeno isolare l’area con argini, per evitare proprio quello che è avvenuto giorni fa.

Niente è stato fatto fino ad oggi, tra tentativi (apprezzabili) del piccolo Comune di Pomarance di individuare i responsabili dell’inquinamento e della bonifica, ricorsi al TAR della Società Chimica Larderello (proprietaria dell’area), il generale defilarsi di tutti i più potenti inquinatori del sito, l’inerzia irresponsabile delle Province e della Regione, che potevano sostituirsi nella bonifica, salvo ovviamente rivalersi sugli inquinatori.

Dopo questa alluvione, il fiume Cecina è sicuramente più inquinato da mercurio, di quanto già non lo fosse, tanto che a seguito del “Progetto mercurio 2000” fu vietato il consumo di pesce del fiume fino alla foce.
Medicina democratica sta tentando, con ripetuti esposti alla Magistratura fin dal 2001, di portare alla sbarra gli inquinatori, circondati da un irresponsabile ed incomprensibile omertà da parte delle istituzioni. Segnalerà anche questo nuovo gravissimo fatto, che aggraverà lo stato di salute di tutti i cittadini della valle.

23.10.13

www.medicinademocraticalivorno.it






giovedì 10 ottobre 2013

12 OTTOBRE GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE



In difesa dei territori e dei beni comuni

contro vecchi e nuovi colonialismi

 PRESIDIO SABATO 12 OTTOBRE A CECINA ANGOLO VIA NAPOLI VIA A.MORO
DALLE ORE 16

“Il 12 ottobre 1492 l'America scoprì il capitalismo..." (E.Galeano)
Siamo donne e uomini che si oppongono quotidianamente al saccheggio sistematico dei nostri territori e dei beni comuni, alla vorace produzione di profitti su beni e risorse che appartengono a tutti e sono fondamentali per le nostre vite, alla continuativa espropriazione della ricchezza collettiva a favore dei mercati e degli interessi del capitalismo neoliberista.
Affermando i nostri no, affermiamo nuovi e diversi si praticando una nuova partecipazione e ambiti di democrazia diretta, immaginando territori sostenibili nelle loro produzioni e consumi, realizzando una nuova cooperazione sociale, impegnandoci collettivamente alla costruzione delle dinamiche del comune.
Su questa base aderiamo alla settimana di mobilitazione nazionale che avrà inizio il 12 ottobre a livello locale, proseguirà con lo sciopero generale indetto dai sindacati di base il 18 ottobre e si concluderà a Roma il 19 ottobre con una manifestazione nazionale promossa dai movimenti per il diritto all’abitare. 
Il 12 ottobre è la conquista dell'America e, simbolicamente, rappresenta l'ultimo giorno di libertà per le popolazioni indigene e native, l'inizio della colonizzazione del continente Americano. Qui da noi le mobilitazioni territoriali del 12 ottobre vogliono essere un momento di costruzione dei nessi e di piattaforme dei soggetti che si battono per la difesa dei beni comuni, contro la logica delle privatizzazione dei servizi pubblici che il governo intende riproporre e per affermare un’idea alternativa di gestione pubblica partecipata e di autogoverno degli stessi.
RIAPPROPIAMOCI
DELLA VAL DI CECINA
In  Val di Cecina proponiamo e ci battiamo per
    il blocco dei lavori del porto turistico e il ripristino della foce del fiume Cecina (i lavori hanno già causato gravi fenomeni di erosione delle spiagge e delle pinete, secondo la perdurante logica “profitti privati, costi pubblici per i ripristini”)
        una rapida bonifica dell’inquinamento da trielina nei comuni di Montescudaio e Cecina, l’individuazione dei responsabili dell’inquinamento ai quali accollare i corrispondenti costi
        la ripubblicizzazione della gestione della risorsa idrica, che deve essere al di fuori dalle logiche del profitto così come stabilito dai cittadini italiani col referendum del 2011
        lo sganciamento della multinazionale Solvay dai giacimenti di salgemma e dall’abuso sull’acqua (ricordiamo il prosciugamento totale del lago di Santa Luce – per la prima volta nella storia – nell’estate 2012) e la riappropriazione dell’acqua da parte della popolazione

        la realizzazione a carico di Solvay di un dissalatore di acqua di mare, da cui ricavare acqua e sale per la produzione e dare quindi una prospettiva sicura ai lavoratori rimasti
        la chiusura degli scarichi Solvay a mare, gravissimo scandalo sanitario e turistico, che impedisce alternative economiche nel territorio
        l’annullamento del progetto di invaso IDRO-S da parte di Solvay che inquinerebbe l’ultima falda buona disponibile per la popolazione
        la diminuzione degli impianti ad alto rischio di Solvay (vecchi impianti dei clorometani -nocivi alla fascia di ozono e alla popolazione locale- e del serbatoio di etilene nell’area archeologica di Vada)
        la fermata dell’espansione delle centrali geotermiche (prevista in una moltiplicazione per 8 volte!), lo stretto e severo controllo delle emissioni attuali, l’ambientalizzazione delle centrali esistenti (filtri efficienti e riuso del vapore geotermico)
        lo stop alle cave di gabbriccio, che contiene amianto e cromo, la pubblicizzazione dell’Indagine epidemiologica del 2009, che denunciava 622 morti in più nell’area Rosignano-Castagneto-Volterra
        la bonifica del sito Canova inquinato da mercurio, attesa dal 1999
        il diritto alla salute e la difesa della sanità pubblica e per tutti
Loro sono un presente di sfruttamento
Noi siamo un futuro di dignità
promuovono: Comitato Beni Comuni Val di Cecina, Medicina Democratica, GIAN – Amici della Natura, Movimento 5 Stelle Cecina e Rosignano, Partito dei CARC, Attac

 

fip cecina, 10/10/2013